Quando comunichiamo tra di noi, non esprimiamo solo parole. Il tono, il linguaggio del corpo e le espressioni facciali sono alcune delle sfumature che osserviamo per capire cosa l'altra persona sta cercando di trasmettere. Sfortunatamente, non tutti riescono a leggere questi segnali non verbali a causa di alcune disabilità. Ad esempio, una persona con deficit visivo non sarebbero in grado di vedere chiaramente l'espressione facciale di una persona o addirittura di vederla del tutto. Per colmare questa lacuna, HapWare ha sviluppato AlEye, un dispositivo in grado di catturare e tradurre quei gesti silenziosi in feedback tattile.
Visione tattile
AlEye è composto da un paio di occhiali e un braccialetto. Gli occhiali sono dotati di algoritmi di visione artificiale per rilevare espressioni facciali, gesti e linguaggio del corpo in tempo reale. Quando i segnali vengono rilevati, il braccialetto li traduce in interazioni tattili uniche e dinamiche. CEO e cofondatore di HapWare, Jack Walters, ha affermato che "Ogni comunicazione non verbale ha una sua sensazione tattile o tattile unica e corrispondente. È intuitiva e gli utenti la percepiscono rapidamente e, con l'app mobile, hai il pieno controllo sui segnali che ti vengono comunicati, che si tratti di emozioni, gesti come una stretta di mano o linguaggio del corpo".
In altre parole, AlEye traduce i segnali in tempo reale risposte atipicheAd esempio, quando una persona sorride, annuisce o alza la mano per una stretta di mano, il dispositivo può comunicarlo all'utente entro 0.2 secondi. Permette inoltre di conversare identificando segnali non verbali e aiuta a interpretare i modelli tattili senza distrazioni.

Superare le sfide della comunicazione
Per capire meglio AlEye, ho fatto una breve chiacchierata con WaltersHa raccontato che il dispositivo è nato come un progetto di ricerca federale in cui era stato chiesto loro di creare qualcosa utilizzando la tecnologia tattile. A fare da mentore c'era il CTO e cofondatore dell'azienda, Bryan Duarte, che ha perso la vista a causa di un incidente. A sua volta, il suo visione "Ripristinare l'accesso al mondo" ha spinto il progetto oltre. Walters ha raccontato che "dopo il progetto, abbiamo parlato con centinaia di persone nelle comunità di non vedenti, ipovedenti e autistici... abbiamo sentito lo stesso punto dolente: i segnali di comunicazione non verbale sono invisibili, eppure sono essenziali nel lavoro, a scuola e nella vita sociale". Questi input li hanno guidati verso i passaggi successivi e alla fine li hanno spinti a costruire il dispositivo.
La fase di test ha coinvolto più di 50 persone che hanno utilizzato AlEye e le risposte del team sono state straordinarie. Uno di loro ha raccontato che quando ha iniziato a usare i set di vibrazioni ed è stato in grado di interpretarne il significato, "ha iniziato a ripristinare una profondità di comunicazione quotidiana un tempo perduta".
Inizialmente, il dispositivo era in grado di inviare 12 segnali fondamentali come felicità, saluti e pollice alzato. Il team sta lavorando per migliorare l'algoritmo per aiutare a leggere espressioni complesse come il movimento delle sopracciglia, lo sguardo o il linguaggio del corpo avanzato. Attualmente, il progetto è nella fase pilota privata MVP, in collaborazione con alcune delle più grandi organizzazioni non profit degli Stati Uniti. Con l'obiettivo di lanciare AlEye entro il 2026, l'azienda prevede che milioni di persone con disabilità visive potranno sperimentare la comunicazione non verbale.
YouTube: breve demo di HapWare AlEye
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Crediti fotografici: le immagini utilizzate sono di proprietà di HapWare e sono state fornite per uso stampa.
